Quanto costa la dignità umana?

Sgombero al campo rom di Giugliano.

Cinque mila euro per la tutela dei diritti

Ieri il consiglio comunale di Giugliano in Campania, con a capo il sindaco Antonio Poziello ha emesso un’ordinanza di sgombero per le famiglie rom residenti nel campo non autorizzato nei pressi della zona industriale di via San Francesco a Patria.
L’ordinanza è stata emessa per contrastare i roghi e i conseguenti fumi e per motivi sanitari. Secondo il Comune di Giugliano basta mandare via queste famiglie per risolvere il problema degli sversamenti illegali. Sversamenti che, nella maggior parte dei casi provengono da aziende locali, con la partecipazione e la regia della criminalità organizzata.

Quale sostegno all’affitto?

Il comune afferma che in osservanza delle direttive europee verrà tutelato il diritto all’abitare delle famiglie rom di Giugliano. Ai rom in regola con i documenti, che presenteranno un contratto di affitto, sarà elargito un bonus di 5 mila euro.

La storia della comunità rom di Giugliano

Le comunità rom di Giugliano, provengono dalla ex Jugoslavia e sono presenti sul territorio da circa trenta anni, con almeno due generazioni di nati sul suolo italiano. Molti hanno ottenuto i permessi di soggiorno e anche la cittadinanza italiana. Però, lo status giuridico, sebbene in gran parte regolare, è nettamente in contraddizione con la totale precarietà abitativa, lavorativa, sociale in cui vivono centinaia di persone.

sgomberi

Il campo rom comunale

La diaspora dei rom di Giugliano va avanti da molti anni, nell’invisibilità totale e nel silenzio assordante delle istituzioni, locali, regionali, nazionali. Questo ha consentito fino a poco tempo fa la tragedia umanitaria del campo autorizzato di Masseria del Pozzo sorto nel 2013 in base alla deliberazione del Commissario Prefettizio. Si tratta di in luogo dell’amministrazione comunale commissariata per infiltrazioni della camorra. Qui sono state allocate 384 persone di cui 218 minori, con fondi del Ministero dell’Interno.

Secondo un dossier presentato nel 2014 alla Commissione dei Diritti Umani del Senato, da un gruppo di lavoro di cui Chi rom e…chi no ha fatto parte, il luogo dove sorgeva il campo era noto per la gravissima situazione ambientale. Parliamo di uno spazio situato in una zona industriale chiamata zona ASI. Nei pressi si trovano discariche illegali già riconosciute, sequestrate e oggetto di indagini.

Violazioni “autorizzate”

Il campo di Masseria del Pozzo ha rappresentato un lampante esempio di discriminazione e violazione dei diritti umani fondamentali, in totale spregio del diritto interno e sovranazionale. Una totale mancanza di considerazione di quanto da anni raccomandato dagli organismi europei e dalle linee guida contenute nella Strategia nazionale di inclusione RSC. Una strategia adottata dal Governo per gli anni 2012/2020.

Nel 2016, non bastano tentativi di trovare soluzioni abitative dignitose, misure di sostegno all’affitto ed altre iniziative condotte da gruppi volontari della società civile, della rete di associazioni extra territoriali e del mondo dell’attivismo. Dopo essere stato tollerato oltre ogni limite e sotto gli occhi del Governo regionale e nazionale, il campo viene finalmente sgomberato. Alcuna soluzione alternativa è prevista. Per i rom di Giugliano inizia una nuova diaspora, con gravi responsabilità di una amministrazione – locale ma anche regionale e nazionale – che agisce senza controllo continuando a violare i diritti umani.

Strategie di esclusione

Nel terreno privato oggetto della vicenda odierna sorge una cava di fuochi d’artificio e i rom sono stati collocati in seguito ad un accordo con il comune stesso, che ha persino dotato la zona di bagni chimici.

La soluzione individuata dal comune è: 5 mila euro, una tantum e senza alcun tipo di altro accompagnamento. Questa soluzione sembra replicare il modus operandi del Comune di Napoli in occasione della buonauscita dei rom di via Cupa Perillo. Le famiglie del campo di Scampia furono ospitate per circa un anno nell’Auditorium di Scampia in seguito a un incendio che distrusse parte del campo rom nell’agosto 2017. Questa soluzione appare un ulteriore insulto a queste famiglie, che evidentemente non vengono riconosciute nella loro dignità di persone residenti sul territorio da decenni. E’ un chiaro segnale di incompetenza delle amministrazioni nella pianificazione di politiche abitative degne di questo nome.

A questo si aggiunge il fatto che coloro che non sono in possesso di documenti, restano esclusi dal contributo. Questo è accaduto anche con i rom di Scampia, raddoppiando la discriminazione e il paradosso.

Strategia RSC

Occorre fare chiarezza sulle cosiddette direttive europee a cui oggi si appella il comune di Giugliano. Parliamo della Strategia Nazionale di Inclusione RSC (Rom, Sinti e Caminanti), che si articola su quattro assi di intervento: educazione, salute, lavoro ed abitare. La stratgia è stata emanata nel 2012. Secondo la Strategia, le Regioni avrebbero avuto l’obbligo di coordinare un tavolo interistituzionale di implementazione della stessa entro il 2020. A questo tavolo ipotetico la presenza di comuni, enti del terzo settore, esponenti delle comunità rom, scuole, ASL, residenti, servizi territoriali per l’inclusione delle comunità rom presenti sul territorio. Questo tavolo avrebbe dovuto mettere in pratica un approccio mirato ma non esclusivo, anche grazie ai cospicui fondi messi a disposizione dall’Europa.

Le inadempienze della Regione Campania

La Regione Campania risulta del tutto inadempiente e lontanissima dalle politiche europee. Non ha mai attivato il tavolo, e non ha mai chiarito la sua strategia di inclusione per le comunità rom Queste restano di fatto escluse dalla vita civile, lavorativa, abitativa, sociale, tranne che nei pochi casi di buone pratiche dal basso che favoriscono contesti di partecipazione e convivenza civile.

Non è questo il caso di Giugliano.

A Giugliano, all’interno della società civile, non è stato portato avanti con la giusta determinazione e continuità, un discorso culturale che rafforzasse valori come l’accoglienza, il rispetto, l’intercultura. Concetti sempre più alieni dalle nostre società.

Basti pensare l’atteggiamento delle scuole locali: nessuno ha voluto accogliere i minori rom, che sono costretti ad affrontare un viaggio di 25 km tutte le mattine per raggiungere le scuole di Scampia, in un altro comune.

La volontà istituzionale risulta chiarissima. E’ evidentemente in linea con le politiche nazionali ormai esplicitamente razziste e in combutta con i principali mezzi di comunicazione: i rom non sono uguali a noi e la discriminazione, su tutti i livelli, è una logica conseguenza.

Abitare

Rispetto alla questione abitativa, secondo la strategia nazionale, a cui si appella il Comune di Giugliano, sono necessari interventi di accompagnamento e misure personalizzate. Pertanto un assegno di 5 mila euro che viene erogato soltanto a chi ha i documenti in regola e a chi viene concesso un contratto d’affitto, non risulta essere una misura realmente inclusiva.

I proprietari di casa normalmente richiedono garanzie. Una famiglia senza reddito quali garanzie può mai dare ad un privato?

Nel frattempo però pare che con questo intervento la terra dei fuochi smetterà di ardere.

Ancora una volta i rom sono capro espiatorio. Questo è soltanto uno dei tanti episodi in cui i diritti umani vengono calpestati e barattati con il denaro.

Per l’ennesima volta i rom sono oggetto di speculazioni e strumentalizzazioni politiche.

Chi rom e…chi no seguirà gli sviluppi della vicenda che non è affatto conclusa, conducendo un lavoro di ricerca e denuncia in rete con enti locali e nazionali, per sostenere le comunità rom.


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